Partiva IVA o solo Codice Fiscale?

Un’ulteriore scelta da compiere, dopo aver costituito un’associazione è legata al regime fiscale, quindi se aprire o meno una partita IVA.

La cosa che spesso viene ignorata è che il solo codice fiscale consente già di svolgere attività e maneggiare denaro: l’associazione ha un suo identificativo univoco e potrà svolgere attività istituzionali e decommercializzate. Ciò si riassume in queste operazioni:

  • incassare quote esentasse,
  • ricevere contributi da privati e aziende,
  • compensare e retribuire i collaboratori o lavoratori,
  • avere utenze intestate,
  • stipulare contratti d’affitto,
  • Aprire conto corrente
  • ecc.

Praticamente tutte le attività normalmente svolte da ogni associazione.

Alcuni consulenti invitano, anzi obbligano, ad aprire una partita IVA e ad avere quindi anche la sezione commerciale delle attività. Perchè? Prima vediamo cosa cambia.

Cosa comporta una P. IVA?

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Una posizione IVA è tipica di ogni attività commerciale (ditte, professionisti, aziende…), settore di nota competenza dei commercialisti. Attraverso questa condizione un’associazione può vendere merci, avere un bar sociale, ricevere sponsorizzazioni.

E’ possibile anche attivare campagne pubblicitarie con offerte speciali, sconti e tutte le normali pratiche commerciali.

Una grande differenza, inoltre, deriva dalla gestione delle quote di partecipazione alle attività: con la p. IVA un’associazione può gestire i CLIENTI, ovvero persone non associate, incassando quote soggette ad IVA secondo tre percentuali (4%, 10%, 22%), per poi versarle all’erario, trimestralmente.

In tal caso bisogna presentare il Modello UNICO Enti non commerciali e il Modello 770, come dichiarazione dei redditi.

Opzione 398 o regime ordinario?

Un vantaggio, rispetto al regime ordinario, concesso alle associazioni fin dagli anni ’90, è data dalla legge 398/91.

Grazie a questa normativa, a condizione di ricevono incassi di natura commerciale non superiori ai 250mila euro annui (400 mila dal 2017), si possono ottenere alcune agevolazioni: la principale è la determinazione forfettaria dell’IVA, con condizioni che spieghiamo bene qui.

Da aggiungere, ai principali vantaggi: l’esonero dall’obbligo di tenuta delle scritture contabili (nelle forme rigide dell’ordinario), l’esonero dall’obbligo di emissione di scontrini fiscali e/o ricevute fiscali per i compensi incassati (abbiamo detto più volte che sono sempre importanti in fase di ispezioni fiscali).

Con certezza, quasi nessuna associazione è nel regime ordinario, al contrario di una qualunque azienda.

Ricapitolando

La differenza si riassume in questi punti:

  • Una associazione con il solo C.F. deve associare ogni soggetto, prima di incassare quote di partecipazione. Non può vendere beni e merci, non può ricevere sponsorizzazioni.
  • Aprendo una posizione IVA si possono avere clienti senza associarli, ricevere sponsorizzazioni, vendere beni, avere un bar sociale e ristorante.

Cosa scegliere, quindi?

Per il nostro modo di lavorare e gestire, consigliamo sempre in prima istanza il solo codice fiscale. Permette di svolgere tutte le attività fondamentali e basilari, senza impegnarsi in maggiori impegni gestionali. E’ indispensabile, però, gestire con cura la propria documentazione o avvalersi di un consulente specializzato e competente. Con un vero esperto, si riesce a gestire il tutto senza problemi o lacune di sorta.

Nel momento in cui si avrà esigenza di attività aggiuntive, si potrà decidere di affiancare una Partita IVA. Naturalmente, ci sarà un aumento di documentazione da redigere a scadenze puntuali. Ciò comporterà anche un possibile aumento della parcella del consulente (in genere raddoppia). Solo in rarissimi casi specifici potrebbe essere vantaggioso aprire una posizione IVA senza particolari attività.

Quando è indispensabile la P. IVA?

La partita IVA la consideriamo irrinunciabile soltanto in queste condizioni:

  • Organizzate eventi a pagamento aperti al pubblico (gare, serate, eventi…);
  • Avete un bar o ristorante sociale.

Perché alcuni consulenti propendono per la P. IVA?481

La solita domanda difficile: non possiamo sapere i motivi che spingono alcuni commercialisti verso il regime commerciale! Possiamo solo supporre che i motivi essenziali siano di questa tipologia: maggiore competenza in settore commerciale, guadagni più alti per loro, il classico concetto “paga qualcosa, così ti controlleranno meno”.

Ti controlleranno meno?
Da quando le partite IVA sono meno “interessanti” dei Codici Fiscali, per il Fisco?

Ancora una volta, lo staff di Asd Fisco Sicuro vuol fare chiarezza in un settore nebbioso ai più. Il nostro obiettivo primario è la gestione corretta ed il risparmio per la cassa dei nostri affiliati.

Se hai dubbi e incertezze, domande, bisogno di aiuto… scrivi alla mail asdfiscosicuro@gmail.com , commenta qui sotto, vai alla pagina facebook , sarà per noi un piacere aiutarti!

26 commenti su “Partiva IVA o solo Codice Fiscale?”

  1. Buongiorno,

    abbiamo appena fondato una ASD richiedendo il solo Codice Fiscale e ci siamo affiliati ad una federazione nazionale. La domanda è: possiamo ricevere denaro solo dai nostri associati dell’asd oppure anche da associati ad altre Asd affiliate alla stessa federazione?

    • E’ possibile anche da associati ad altre ASD tesserati presso la stessa federazione, in virtù dell’art 148, comma 3 TUIR : “…non si considerano commerciali le attivita’ svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti degli iscritti, associati o partecipanti, di altre associazioni che svolgono la medesima attivita’ e che per legge, regolamento, atto costitutivo o statuto fanno parte di un’unica organizzazione locale o nazionale…”

  2. io Buona sera, ho una Asd avevo ho aperto contestualmente p.iva e codice fiscale. Posso chiudere solo la p.iva.? Se si il numero codice fiscale rimarrà uguale? ( 031…).
    Grazie anticipatamente .

  3. Buongiorno, ho richiesto il cf e la p iva contestualmente, posso comunque accedere alle agevolazioni della 398 tramite presentazione dell eas?
    Oppure avrei dovuto richiedere cf e poi successivamente al tesseramento in federazione la p iva?

    • l’accesso all’opzione 398 si svolge attraverso comunicazione alla SIAE di zona, l’apertura contestuale o meno della posizione IVA non comporta nulla.
      l’EAS non è il modello per l’accesso alla 398, benché sia obbligatorio per le ASD dotate di partita IVA.

  4. Salve,
    facendo parte dei soci fondatori di una ASD, ma avendo una propria partita IVA, sarebbe possibile lavorare per questa stessa ASD utilizzando la mia partita iva e fatturando normalmente?
    La partita IVA e la ASD riguardano lo stesso ambito (educazione cinofila).
    Grazie

    • Bisogna sempre valutare cosa prevede lo statuto, ma il linea generale nessun limite alla collaborazione di natura professionale: la ASD incarica Chiara di svolgere determinate mansioni dietro pagamento di regolare fattura.

  5. Salve mi sono accorto che la nostra associazione culturale inquadrata come una asd, ha solo la partita iva! Come fosse una attività commerciale ,i chiedo se è possibile questo! , ed in qual caso si rientra sempre nelle agevolazioni no profit?
    Grazie e saluti

    • si tratta di una ASD o associazione culturale?
      la vostra partita IVA è stata aperta contestualmente alla fondazione, quindi il numero di codice fiscale corrisponde al numero IVA.
      Le agevolazioni no profit restano, per l’attività istituzionale, con alcuni obblighi legati alla presenza della posizione IVA.

  6. Buona sera, la nostra Asd ha la necessità di donare un cavallo non più idoneo alla scuola di equitazione ad un privato (senza la riscossione di denaro). Quali adempimenti dobbiamo fare? È possibile donarlo senza emettere fattura (siamo in possesso del solo codice fiscale)? Se non fosse possibile, quale strada potete consigliarmi per poter vedere tale bene, sgravando L’associazione dagli adempimenti fiscali che assoggettano una qualunque azienda?
    Grazie in anticipo

    • in quanto vendita una tantum è possibile completare l’azione senza che sia assoggettata ad IVA. E’ sufficiente una scrittura privata tra ASD ed acquirente con relativa ricevuta non fiscale.

  7. Spett/le
    siamo un ASD con solo Cofice Fidcale.
    Qualora uno sponsor volesse contribuire con una somma di denaro possiamo noi emettere un ricevuta perché il donante possa detrarla?
    Saluti

  8. Buongiorno,
    Vorrei avere maggiori informazioni sulle donazioni che possono ricevere le ASD con codice fiscale:
    – C’è una cifra massima?
    – È sempre sufficiente una ricevuta?
    – L’azienda o il privato che fa la donazione può in qualche modo recuperare parte della cifra donata?
    Grazie infinite
    Samuele

    • Per quanto riguarda le erogazioni liberali a favore di ASD, è prevista una detrazione pari al 19% delle somme donate alle ASD sia ai fini IRPEF che ai fini IRES.
      Per avere diritto alla detrazione è necessario che:
      ‒ il versamento venga effettuato tramite metodi tracciati (banca, ufficio postale, carte, assegni);
      ‒ l’erogazione sia documentata (ad esempio mediante l’estratto conto, oppure con ricevuta soggetta a bollo rilasciata dall’ASD).

      Non c’è cifra massima che l’ASD può ricevere, però la persona fisica può calcolare il 19% su una cifra massima di euro 1.500.

      ATTENZIONE: in cambio dell’erogazione non è possibile concedere nulla! Nessuna visibilità, loghi esposti ecc, altrimenti diventa sponsorizzazione!

    • Lo scioglimento di una associazione passa da delibera di una assemblea dei soci in sede straordinaria.
      Dopo gli opportuni passaggi di eventuali devoluzioni ad altre associazioni, bisogna procedere con la trasmissione telematica (oppure recandosi in Agenzia delle Entrate) utilizzando il modello AA5/6 siglando al numero “3 – Estinzione”.

  9. salve ho una associazione sportiva con il solo codice fiscale devo presentare lo stesso il modello unico enti non commerciali e la dichiarazione iva ed irap? oppure va bene il solo modello eas?
    inoltre se ricevo donazioni da parte di una impresa o di un ente pubblico devo ugualmente associarli per poterle ricevere? ad ogni donazione ricevuta devo redigere una semplice ricevuta oppure altro’
    grazie

    • Rispondiamo sinteticamente:
      – il modello IVA deve essere presentato dai possessori di partita IVA: non nel tuo caso quindi.
      – il modello ENC va presentato solo in caso di associazioni con partita IVA, che abbiano svolto attività commerciali. Non ne tuo caso
      – Il modello EAS, facoltativo nel tuo caso, va ripresentato solo in caso di cambiamenti dei dati indicati rispetto al modello precedente.
      – Le donazioni vanno documentate con ricevuta semplice. NON deve necessariamente essere socio chi eroga la donazione.

  10. Vorrei iniziare un lavoro in proprio di distribuzione stopper, da me personalizzate, ma vorrei lavorare in principio con codice fiscale. Come mi devo comportare?

  11. Grazie per la risposta, però la ricevuta relativa all’attività sociale la rilascio comunque a nome del genitore (non associato) specificando che è relativa alla partecipazione del figlio alle attività, è corretto?

  12. Buonasera, avrei alcune domande in merito all’articolo: la mia ASD ha partita IVA e codice fiscale, non ho capito bene se le quote mensili e/o annuali di partecipazione alle attività (esempio suola calcio) sono soggette a pagamento IVA solo per i “clienti” non associati alla ASD, oppure per tutti, compresi gli associati? All’ ASD deve essere associato il genitore, il figlio (che partecipa alla scuola calcio) o entrambi? Grazie per l’attenzione e complimenti per i vostri utilissimi articoli

    • Le quote per attività sociale, versate dai soci, sono esenti in quanto istituzionali (previste da statuto). In caso di partecipazione da parte dei non soci, la quota sarà commerciale.
      Il socio è il figlio, in caso di minore, nulla vieta che anche il genitore si possa associare.

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