Fattura elettronica per ASD, ETS, non profit: tutto quello che devi sapere! (in aggiornamento)

Fattura elettronica per ASD, ETS, non profit: tutto quello che devi sapere! (in aggiornamento)

Dopo la pubblicazione in GU del testo definitivo del decreto fiscale 2019 collegato alla legge di bilancio e la sua conversione in legge del Dl 119/2018, e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge di Bilancio 2019, possiamo indicare con precisione il quadro delineato per la Fattura elettronica tra privati, cosiddetta fattura B2B, che interesserà anche le Associazioni.

In questo articolo facciamo il punto della situazione, alla luce di tutte le modifiche avvenute a fine anno 2018 e le variazioni di inizio 2019.

Fattura elettronica tra privati: cos’è?

Si tratta di una fattura emessa da imprese e privati – Business to Business – che viene trasformata in formato elettronico XML, trasmessa secondo i canali informatici (PEC, sito della amministrazione finanziaria, SID), riportando la firma digitale, per essere trattata dai sistemi informatici della Agenzia delle Entrate, dei consulenti, dei programmatori, secondo standard definiti dalla stessa Agenzia.

L’obiettivo di questo metodo di fatturazione è, da un lato, di ridurre l’utilizzo di carta e spedizioni, dall’altro di ridurre l’evasione attraverso uno strumento che permette una maggior visualizzazione e controllo delle operazioni svolte dai fornitori e dai clienti.

Ricordiamo che l’obbligo di fatturazione elettronica ricade sugli enti dotati di partita IVA. Le associazioni con solo codice fiscale si dovranno comportare come una qualunque persona fisica. Vediamo di capire tutti gli scenari e tutte le procedure. Continua la lettura!

Fattura elettronica: come inviarla?

Le associazioni dotate di partita IVA potrebbero dover emettere delle fattura, ad esempio per delle sponsorizzazioni. Gli enti senza partita IVA, invece, non emettono fatture…

Prima di svolgere qualunque procedura, bisognerà avere una anagrafica del destinatario della fattura (lo sponsor), completo di codice univoco composto da 7 cifre. Dopodiché si potrà realizzare il documento elettronico attraverso uno dei tre modi che qui riportiamo:

  • Caricare manualmente il file XML nel sito dell’agenzia delle entrate, generandolo attraverso un apposito programma, apponendo la firma digitale.
  • Spedire via PEC alla Agenzia delle Entrate il file XML generato da un apposito programma, apponendo la firma digitale.
  • Adottare uno dei tanti servizi completi che generano il file XML, appongono la firma e trasmettono alla Agenzia attraverso il sistema dedicato SID (un servizio tutto-in-uno).

Fattura elettronica: come riceverle?

Per la ricezione delle e-fatture (detto ciclo passivo), le procedure sono simili a quelle dell’invio:

  • Scaricare i file dal sito dell’agenzia delle entrate, quindi convertire il file XML in altro formato (in PDF) con un apposito software;
  • Ricevere il file su e-mail PEC, quindi usare un software per convertire da XML e PDF (o chiedere di ricevere già il PDF);
  • Usare un software o servizio tutto-in-uno che tramite il sistema d’interscambio riceve e traduce le fatture elettroniche.

Associazioni con solo codice fiscale cosa devono fare?

Partendo dal punto che una associazione senza partita IVA non emette fatture, ma solo delle ricevute non fiscali, vediamo come devono organizzarsi i dirigenti di questi sodalizi.

Come si fa fattura elettronica ad una Associazione senza partita iva?

Quando l’associazione ha solo codice fiscale, la fattura viene creata allo stesso modo di quelle destinate alle persone fisiche: verranno inseriti sette zeri al posto della partita iva (“0000000”), il codice identificativo di tutti i soggetti non dotati di partita IVA. Lo ha chiarito la stessa Agenzia nel video forum del 12 novembre 2018, organizzato da ilSole24ore.

Quando un fornitore vi chiederà i dati per la fatturazione elettronica, quindi, oltre a tutti i dati sociali fornirete il codice univoco di sette zeri (“0000000”).

La fattura, quindi, verrà trasmessa nel sistema della Agenzia delle Entrate e sarà disponibile attraverso i loro sistemi ed il canale Fisconline. Tutte le fatture (affitti, utenze, acquisti di vario genere…) saranno scaricate in XML e successivamente sottoposte a decodifica tramite un programma. In alternativa si potrà adottare un sistema “tutto in uno” per ricevere e decodificare.

In ogni caso l’associazione potrà richiedere il cartaceo oppure l’invio via mail o PEC.

Serve ricordare che le fatture di spesa sono documenti necessari per l’inserimento in contabilità e la realizzazione dei rendiconti?

Associazioni dotate di Partita IVA

La legge di stabilità 2019, con un emendamento del Movimento 5 stelle, ha eliminato l’obbligo di fattura elettronica per gli Enti non commerciali che adottano l‘agevolazione Legge 398/1991 e con entrate commerciali inferiori a 65mila euro nel precedente anno di imposta. In realtà sono esonerati anche i  regimi forfettari, i regimi minimi e gli operatori sanitari… ma non sono il nostro settore di competenza.

Attenzione: aggiornamenti in fondo all’articolo

3 gennaio 2019

Come cambia l’obbligo di fattura elettronica con l’approvazione del D.L. Fiscale per il 2019?

In attesa delle indicazioni della Agenzia delle Entrate, con l’approvazione della legge di bilancio, per le associazioni dotate di partita IVA in opzione 398 si hanno due diversi scenari:

  • entrate commerciali inferiori a 65.000 Euro: possono continuare ad emettere fattura cartacea;
  • entrate commerciali superiori a 65.000 Euro: obbligate alla fatturazione elettronica;

Entriamo nel dettaglio per capire meglio le differenze, i pro ed i contro delle opzioni.

Attività commerciale inferiore a 65.000 euro

Le associazioni con entrate commerciali nell’esercizio precedente inferiori ai € 65.000 (iva esclusa) sono sollevate dall’obbligo di emettere fattura elettronica e potranno continuare ad emettere fattura cartacea. Nel caso di sponsorizzazioni, però, sarà comunque necessaria la fatturazione elettronica (che nel caso di ASD sono generalmente le uniche fatture emesse). In tal caso si potrà ottenere una autofattura da parte dello sponsor.

Le associazioni potranno scaricare il documento dal portale delle Agenzie e convertirle oppure riceverle via PEC. Dovranno, però, continuare a realizzare lo spesometro e potrebbero trovarsi “a combattere” con uno sponsor che (per sua comodità) vorrà in ogni caso ricevere la fatturazione elettronica e non vorrà emettere una autofattura. Decade, ad ogni modo, l’obbligo di conservazione decennale delle fatture nonché l’obbligo di registrazione e numerazione progressiva delle stesse.

Attività commerciale superiore a 65.000 euro

Gli enti non commerciali con entrate commerciali nell’esercizio precedente maggiori di  € 65.000 (iva esclusa) sono obbligati ad emettere sempre fattura elettronica. Come nel caso delle associazioni con entrate inferiori e 65mila euro, possono essere i cessionari/committenti (gli sponsor?) ad emettere la fattura elettronica in autofatturazione.

Consigliamo: per evitare inutili discussioni e perdite di tempo con fornitori e sponsor, di dotarsi un sistema integrato di gestione della fatturazione elettronica, ottenendo un proprio codice univoco e gestendo in totale autonomia tutta la procedura. Con una semplice ricerca google è  possibile trovare decine di fornitori di questo servizio, a costi anche piuttosto bassi, con integrazione smartphone, cloud e molto altro.

Decadono gli obblighi di comunicazione dello spesometro e di conservazione decennale delle fatture, nonché l’obbligo di registrazione e numerazione progressiva delle stesse.

Sanzioni? ridotte e cancellate nel 2019

Le sanzioni sono cancellate e ridotte fino a settembre 2019 per i contribuenti IVA mensili e fino al 30 giugno per i contribuenti IVA trimestrali (come le ASD in 398): il Dl fiscale ha previsto la cancellazione delle sanzioni per chi non si adegua al nuovo meccanismo di fatturazione elettronica e ritardi la trasmissione delle e-fatture, a patto però che tale ritardo non abbia effetti sulla liquidazione IVA.

Sanzioni ridotte per i ritardi dopo il 1° luglio 2019, in questo caso si applicano sanzioni ridotte dell’80%; per chi entro il termine per la liquidazione del mese o trimestre successivo, emette la e-fattura; per il committente/cessionario in caso di erronea detrazione IVA o sua regolarizzazione.

15 gennaio 2019

Esclusione da fatturazione elettronica anche per le sponsorizzazioni!

Siamo lontani da una risposta definitiva, in quanto devono ancora essere pubblicati i vari decreti attuativi, intanto ad oggi dobbiamo segnare un ulteriore aggiornamento: l’articolo 10 del collegato fiscale alla Legge di bilancio 2019 (D.L.119/2018) ed il comma 56 dell’articolo unico della Legge di Bilancio 2019 (Legge 145/2018) esonerano dall’emissione della fattura elettronica le associazioni sportive dilettantistiche in regime forfettario opzionale di cui agli articoli 1 e 2 della legge 16 dicembre 1991, n. 398.

Si completa, quindi, l’esonero per le ASD in 398 dalla fatturazione elettronica, comprese quelle di sponsorizzazione e pubblicità. Non si deve più far riferimento, quindi al limite dei 65mila euro: unico parametro da tenere in considerazione è quello dettato dal regime 398 (400mila euro annui di entrate commerciali).

Prima di cantare vittoria, però, è bene attendere i decreti attuativi: tutto potrebbe ancora cambiare.

In questo articolo abbiamo riassunto il quadro normativo e procedurale della fattura elettronica per associazioni. Continua a seguirci per gli aggiornamenti.

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