EQF Sport – STOP agli istruttori improvvisati!

EQF Sport – STOP agli istruttori improvvisati!

Argomento sconosciuto a molti, tant’è che cercando su Google poco o nulla troviamo in lingua italiana.
Un passaggio che potremmo definire sconvolgente per tutto il settore sportivo dilettantistico.
Finirà l’era degli istruttori senza titoli e senza abilitazioni? Leggi e valuta!

Cos’è il il Quadro di riferimento delle Qualifiche Professionali denominato European Qualification Framework in the Sport sector (EQF)?

Andiamo per gradi e facciamo il punto della situazione.

Nella testa del medio operatore sportivo italiano c’è la convinzione, peraltro valida da certi punti di vista, che per essere istruttore sportivo nel settore dello sport dilettantistico non servano particolari qualifiche: qualunque ASD potrebbe dare incarico a tizio di istruire i soci verso un’attività sportiva senza verificare che egli abbia sufficiente preparazione e competenza.

Inutile farti notare che probabilmente anche tu che leggi stai svolgendo attività sportiva avendo un istruttore del quale non ne conosci il curriculum.
Anche alcune sentenze di Cassazione sembrano confermare questo concetto ma ne parleremo in un altro articolo.

Pochissimi si sono chiesti, suppongo, cosa accada nel resto d’Europa agli istruttori sportivi. Lasciamo perdere quelle attività dove è richiesto un patentino per essere allenatori ed operare per squadre affiliate a federazioni sportive nazionali. Concentriamoci verso quelle realtà, forse più numerose e ricche di partecipanti, quali squadre di quartiere, corsi di danza, corsi di ginnastica, corsi di yoga, corsi vari di fitness, eccetera eccetera…

Pensate alla vostra realtà, forse, che è molto vicina alla collettività, che svolge un ruolo sociale forte ed importantissimo aiutando i ragazzi a non sprecare risorse per strada aiutandoli a crescere dal punto di vista emotivo, che permette ai giovani oppure ad anziani di migliorare la loro condizione svolgendo un’attività motoria.

La questione è: quanti hanno un percorso di studi e preparazione adeguato? Quanti insegnano uno sport da praticoni?

Presto, chiunque svolga il ruolo di istruttore in ambito sportivo dovrà adeguarsi ad una nuova classificazione europea.

Come riporta il testo della Scuola dello Sport del CONI dedicato allo SNaQ: “Nel contesto dei processi di Copenhagen, Bologna e Lisbona i capi di governo dei paesi membri dell’UE hanno richiesto, nel Marzo 2005, la creazione di un Quadro di riferimento europeo per le qualifiche professionali (EQF), ovvero un meta-quadro di riferimento che aumenti la trasparenza e supporti la fiducia reciproca. Esso consentirebbe ai quadri di riferimento e ai sistemi nazionali e di settore di essere più strettamente collegati gli uni con gli altri, facilitando così il trasferimento e il riconoscimento delle qualifiche dei cittadini individuali.

Ciò significa che esiste, ormai da 12 anni, un progetto europeo di armonizzazione delle norme sportive in tutti gli stati UE, avendo come tema principale l’occupazione professionale nell’area corporeo-motoria e sportiva. In verità, il settore sportivo è un tassello di un progetto occupazionale molto ampio.

La cosa più importante è che l’adesione al piano EQF, che era definita facoltativa nel 2005, è destinata a diventare il modello di riferimento per la riorganizzazione generale del lavoro in ambito sportivo!

Non lo diciamo noi! E’ una notizia diffusa ufficialmente dal Nucleo NIL dei Carabinieri!

Entro il 2020 bisognerà adeguarsi ai parametri stabiliti dall’EQF Sport e chi vorrà essere un operatore nel settore sportivo dovrà avere dei titoli abilitativi all’insegnamento di uno sport ed allo svolgimento del ruolo di allenatore ad ogni livello di pratica.

Non potrai essere lavoratore sportivo senza un diploma adatto, un patentino, un titolo di studio riconosciuto.

A dire il vero, già una serie di decreti del 2013 prevedevano la necessità di un titolo di base per diventare istruttore sportivo… lo diciamo da un bel po’. Le cose, però, sono destinate a diventare ancora più pesanti.

Cosa accadrà?

Una nuova classificazione porterà a distinguere i “lavoratori sportivi e fitness” dividendoli in atleti/sportivi, allenatori/istruttori, giudici, istruttori ricreazionali, istruttori per discipline sportive non agonistiche, tecnici in discipline sportiva agonistiche. La regola è data dal sistema N.A.C.E. e I.S.C.O. : sono l’equivalente europeo della nostra classificazione ATECO, esistenti già dal 1970.

Partendo da questo si avrà:

  • Uniformità a livello europeo delle qualifiche;
  • Qualifica sull’output: bisognerà verificare l’acquisizione delle competenze;
  • Classificazione del grado di preparazione con diverse possibilità di operare basate sui livelli SNaQ. Il primo livello sarà il minimo accettato;
  • Necessità di rinnovo qualifiche almeno ogni 24 mesi attraverso corsi di aggiornamento;
  • Obbligo di tesseramento tecnico presso federazioni, enti, associazioni di categoria.

Com’è logico, i processi di formazione degli operatori socio-motori e degli istruttori sportivi sono il fulcro di tutto questo cambiamento, che definiamo epocale. Tutti gli organismi dello sport italiano dovranno impegnarsi per rientrare in questo nuovo quadro normativo: federazioni, enti di promozione, associazioni di categoria, ASD saranno i responsabili principali del processo.

Le conoscenze che devono far parte del bagaglio di competenze sono divisibili in tre categorie:

  • professionale: conoscenze tecniche della disciplina e metodi di insegnamento;
  • interpersonali: capacità di intelligenza sociali, capacità di comunicare e relazionarsi con gli altri in maniera efficiente, costruttiva e socialmente compatibile.
  • intrapersonali: consapevolezza di se stessi e del complesso di sentimenti, desideri, prodotti del pensiero stesso, come pure il senso dell’identità di una persona.

Com’è nell’ordine delle cose, Guardia di Finanza, NIL, SIAE, Agenzia delle Entrate potranno e dovranno verificare il rispetto di tutto questo nuovo iter.

Vi diciamo di più: già oggi vengono svolti controlli da parte dell’Ispettorato del Lavoro alla ricerca di istruttori senza titolo e la linea guida purtroppo è dura: in caso di minima anomalia viene sempre comminata la sanzione, sarà poi cura dell’istruttore tentare di vincere il ricorso!
Benché sia possibile dimostrare che ad oggi il patentino non è requisito indispensabile nel settore dilettantistico, non è divertente avviare un impegnativo iter di ricorso spendendo tempo e denaro.

La scadenza del percorso e l’entrata a regime delle nuove regole è stabilita al 2020: avete poco più di due anni per riflettere su come colmare eventuali lacune. Non prendetevela troppo comoda!

Ancora una volta Asd Fisco Sicuro vuole far chiarezza su aspetti non semplici dell’intricato settore No Profit.
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5 commenti su “EQF Sport – STOP agli istruttori improvvisati!”

  1. Circa un anno fa avevo avuto avvisaglie di queste nuove normative da un amico in Belgio
    Anche lì mi spiegava di questo sconvolgimento
    Grazie della conferma Informazioni molto utili

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