Sport online, sport da casa… cosa possono fare (a pagamento) le ASD/SSD? Non tutto è ammesso e tanti stanno violando la Legge!

L’emergenza Covid-19, i tanti DPCM, le chiusure obbligate di ogni attività e la riduzione delle libertà personali stanno mettendo in difficoltà tutti. Anche lo sport è coinvolto in questo e, inevitabilmente, noi italiani cerchiamo di trovare una soluzione alternativa per sopravvivere e portare avanti le nostre passioni. Siamo un popolo di geni ed inventori, no?

Cosa possiamo fare? Cosa non è consentito? Si rischiano sanzioni? E’ possibile che la pezza diventi più grave del buco? Leggi la nostra strategia!

Il lockdown dello sport

Il particolare stato di emergenza in cui viviamo causa Covid ci vieta lo svolgimento dello sport come siamo normalmente abituati a fare, sollevando la volontà e necessità di poter praticare in maniera alternativa dello sport: in forza dei vari DPCM ogni attività sportiva, di ogni livello e svolta in qualunque luogo diverso dalle vicinanze alla propria abitazione, ed in forma solitaria, è vietata. Progressivamente dal 23 febbraio all’11 marzo 2020 si sono ridotti i margini di movimento fino ad arrivare al lockdown. A distanza di quasi due mesi il DPCM annunciato ieri sera, 26 aprile, lascia spazio ad un programma di graduale riapertura, che durerà almeno un mese, arrivando all’estate che è tipicamente periodo di chiusura delle stagioni sportive.

Nel frattempo interi campionati, eventi internazionali, le OLIMPIADI sono state annullati o rimandati a periodi successivi!

Contemporaneamente su moltissime ASD e SSD, forse la stragrande maggioranza, gravano spese di affitti o utenze non rinviabili o sospendibili, tanto da stimolare la ricerca di possibilità per far fronte a queste spese avviando processi di SPORT ONLINE, SPORT DA CASA e similari. Va da se che, pare ovvio, non tutti gli sport possono divenire casalinghi: difficilmente si potrà giocare a rugby, fare tuffi, andare a cavallo ecc ecc, tuttavia molte ASD promuovono degli sport che potrebbero adattarsi alla situazione, quali ad esempio la danza sportiva o la ginnastica in molti stili.
Non consideriamo, poi, l’aspetto didattico dell’insegnare e correggere un gesto atletico attraverso lo schermo di un dispositivo multimediale…

>> Hai letto il nostro articolo sulle possibilità legali di ottenere riduzioni o sospensioni degli affitti? Eccolo qui!

La promozione dello sport dilettantistico non può essere online

Lo sport, nel nostro caso dilettantistico, è per definizione e regolamenti una attività che si svolge in prescritti campi di gara e allenamento: CONI, normative specifiche, assicurazioni, FSN, DSA, EPS, norme urbanistiche..  tutto il sistema è strutturato per attività sportive svolte nei luoghi destinati ad esse. Cosa ben diversa è l’attività ludica o ricreativa svolta a titolo personale.

Ne consegue, senza alcuna interpretazione, che la promozione (a pagamento) dello sport dilettantistico nelle forme che rientrano nelle prescrizioni CONI, con le ambite agevolazioni fiscali e la semplicità gestionale che le contraddistingue, è tagliata fuori da iniziative smart e multimediali.

I vari tentativi di “farsi pagare” le lezioni fatte attraverso le tante piattaforme elettroniche (skype, zoom, jitsi, facebook, instagram…) non sono possibili per le realtà sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI. Questa pratica è solo e soltanto attività COMMERCIALE PURA (nonché di e-commerce), quella che si svolge con attività di impresa, attraverso una posizione IVA assoggettata alle tassazioni relative. Nemmeno chi è dotato di partita IVA in opzione 398 potrà vendere i corsi telematici, in quanto non sono “attività connesse a quella istituzionale”.

Come se non bastasse: le coperture assicurative dei tesserati sportivi sono valide nello sport a casa? NO! Però lo sportivo che si allena insieme ad un istruttore è sotto la responsabilità di quest’ultimo e della ASD! Cosa succede se qualcuno si fa male? Chi paga?

Non c’è molto da aggiungere: tutte le ASD che si stanno proponendo con i corsi online a pagamento SONO FUORI LEGGE! Non pensare che nessuno verrà a controllare.

Vi diciamo di più: pare che le problematiche di privacy rilevate nell’uso di ZOOM dei giorni scorsi (vedi qui per esempio) siano in realtà dovute ad intercettazioni della GdF svolte proprio a verificare queste lezioni!

E’ inutile dire, poi, che i collaboratori che svolgessero questa attività perderebbero diritto al contributo dei 600 euro di Sport e Salute, oltre al dubbio di poter essere pagato per le sue lezioni.

Libertà, invece, se i corsi sono offerti in forma gratuita, come modo di incontrarsi, vedersi, stare insieme.

Esiste una soluzione? Noi diciamo di SI!

Prima che inizi a piangere disperato, ti diciamo che ci sono due spazi di movimento, a parere nostro, per continuare a fare attività con i tuoi iscritti e generare un flusso economico per affrontare le spese improrogabili a seguito di un insieme di punti qui riassunti.

PIANO A)

  • Il direttivo e poi l’assemblea dei soci devono deliberare la prosecuzione dell’attività formativa programmata attivando una “aula virtuale”.
  • Solo le attività di in essere possono proseguire, nessun nuovo corso può essere attivato.
  • No al reclutamento di nuovi soci, siamo in regime di emergenza sanitaria e l’iscrizione richiede il passaggio di persona per realizzarla.
  • Sospesa anche la possibilità di usufruire del 148 TUIR sui partecipanti: attività solo verso i soci.
  • La situazione deve essere “cristallizzata” al giorno del decreto. Unica variabile, al ribasso, può essere la quota di partecipazione alla attività.
  • Gli enti di promozione devono estendere la copertura assicurativa verso il nuovo scenario, non previsto in condizioni normali, che resta sempre sotto la responsabilità degli allenatori/istruttori. Alcuni enti lo hanno fatto (noi siamo a conoscenza di Endas, ASC, ASI e CSEN) con restrizioni.

PIANO B)

  • Alternativamente o a completamento: si può ricorrere al contributo straordinario una tantum dei soci, il quale però va ad imporre sgradevoli erogazioni “a fondo perduto” nei confronti di soggetti anch’essi in difficoltà a causa del lockdown (i nostri iscritti probabilmente non stanno lavorando e non hanno entrate sufficienti per le loro necessità primarie).

Sia il piano A che il piano B devono essere opportunamente documentati e verbalizzati, nella forma e nella sostanza, tenendo conto che le riunioni sono vietate dai DPCM: si aggiunge, quindi, la difficoltà di realizzare questi passaggi attraverso forme informatiche con una serie di passaggi da rispettare anche su questo aspetto! Evita il fai-da-te e valuta di farti assistere da qualcuno di preparato (NOI!)

Abbiamo riassunto le uniche modalità che permettono ai soci ed iscritti ai corsi di continuare le loro attività sportive seguite dallo staff della ASD, producendo anche entrate istituzionali che l’associazione potrà utilizzare per far fronte ai propri impegni economici.

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