Soci, tesserati, art. 148 TUIR… Sai che confondere le cose ti potrebbe costare caro?

Soci, tesserati, art. 148 TUIR… Sai che confondere le cose ti potrebbe costare caro?

Una ASD può avere solo tesserati? Può non iscrivere a libro soci coloro che prendono parte alle attività? Può avere partecipanti ai corsi ed entrate esentasse senza “rotture” in assemblea?

Dopo aver parlato dello stesso tema con cinque diverse ASD in un giorno, abbiamo capito che è il caso di spiegare bene come stanno le cose. Prima di rispondere alle domande è  giusto spiegare quali sono i soggetti coinvolti nell’argomento, tenendo a mente che esiste la categoria dei soci e quella dei tesserati con pari possibilità di partecipazione alle attività sociali ma diversi diritti (art. 148 TUIR).

Associazioni e Società sportive: organizzazioni no profit

Le società e le associazioni sportive, recita lo Statuto CONI all’art 29 comma 1, “si costituiscono ai sensi dell’articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modifiche e integrazioni, non hanno scopo di lucro e sono rette da statuti e regolamenti interni ispirati al principio democratico e di pari opportunità”.

In queste diffuse e conosciute organizzazioni, è risaputo, non è possibile la distribuzione di utili, deve esserci una disciplina uniforme del rapporto associativo, ogni socio deve avere pari diritti e pari doveri nel rispetto della democraticità.

Semplicemente: le ASD sono composte da soci, che devono essere trattati tutti alla stessa maniera, che versano le stesse quote per partecipare alle medesime attività, che hanno pari diritti di voto e di candidatura alle cariche dirigenziali. Gli avanzi di gestione restano in associazione.

Atleti: quelli che praticano uno sport

La definizione dello status di atleta viene dall’art. 31 comma 1 dello Statuto del CONI che li definisce “inquadrati presso le società e le associazioni sportive riconosciute, salvi i casi particolari in cui sia consentito il tesseramento individuale alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline sportive associate e agli Enti di promozione sportiva”. Ogni praticante di sport presso ASD è un atleta, il che comporta anche una serie di obblighi in ambito sanitario (le certificazioni mediche).

Ne conseguono due principi basilari:

  1. Per aderire all’ordinamento sportivo è necessario prima iscriversi ad una ASD e successivamente ottenere la tessera di una federazione/disciplina associata/ente di promozione;
  2. bisogna avere la volontà di misurare le proprie capacità in eventi sportivi e competizioni, rispettando le regole che disciplinano il vasto mondo dello sport.

Sintetizzando: ogni tesserato ad una FSN/DSA/EPS acquisisce lo status di atleta. Il tesseramento è possibile solo previa iscrizione ad una associazione o società sportiva. In casi rari e particolari è possibile tesserarsi senza essere parte di una associazione (gli ufficiali di gara, di solito, non sono legati a nessuna ASD).

Volutamente non tocchiamo il tema del professionismo e dilettantismo, che rimandiamo ad altro articolo.

Il socio è l’associazione

Il socio è colui che compone l’associazione, colui che partecipa attivamente al perseguimento degli scopi istituzionali della stessa, è l’essenza dell’associazione.

Una Associazione non può realizzarsi del solo Consiglio Direttivo e di una serie di tesserati senza diritti… queste persone sono CLIENTI! Un tesserato è prima di ogni cosa socio di una ASD e attraverso di essa entra nell’organizzazione sportiva nazionale.

Sul sito istituzionale di ogni EPS, infatti, viene spiegato che il tesseramento passa attraverso le associazioni affiliate: in nessuno dei siti che abbiamo visitato è indicata la possibilità di tesserarsi in autonomia.

L’ennesima conferma la troviamo nelle videate del Registro CONI che mostra il numero di tesserati legati alla ASD ed ancor di più l’abbiamo dalle verifiche fiscali quando gli agenti confrontano il Libro Soci e gli elenchi tesserati!

Estratto della videata pubblica di una ASD sul Registro 2.0

Il nodo della Democraticità

Il nucleo di ogni accertamento fiscale è la democraticità della vita associativa:

  • Sono stati rispettati i diritti ed i doveri del socio?
  • È stata presentata ed accettata la domanda di ammissione?
  • Il socio ha ricevuto giusta informazione per una piena partecipazione alla vita associativa?
  • È stato chiamato a prendere parte alle assemblee?
  • Ha potuto votare?
  • Ha potuto candidarsi?

Qui riportiamo un estratto di un verbale dell’Agenzia delle Entrate.

In definitiva

È possibile, per ogni ASD, far partecipare alle attività sociali i propri soci ma anche i soci delle altre ASD (i partecipanti) purché siano tesserati alla stessa organizzazione nazionale. Le entrate saranno sempre e comunque istituzionali ex art. 148 TUIR.
Questa condizione è ribadita nella circolare 18/E dell’Agenzia delle Entrate, datata 1° agosto 2018, al quesito 7.1

Il nodo è nel fatto che nessuna ASD può tesserare dei non soci: un tesserato, per i motivi spiegati, deve essere prima iscritto ad una ASD. Egli è collegato a quella associazione e non esiste possibilità di tesseramento senza divenirne socio. Raggiunto lo status di tesserato, avrà libera circolarità in tutte le ASD affiliate alla medesima organizzazione nazionale (FSN, DSA, EPS).

Durante le verifiche vengono raffrontati Libro Soci ed Elenco tesserati. La non corrispondenza dei dati comporta il mancato rispetto delle procedure di iscrizione, provocando l’accusa di non democraticità del sodalizio con decadenza di tutti i vantaggi fiscali.

È CHIARO?
Fai attenzione a strani consigli diffusi da alcuni consulenti ed EPS. Sbagliare a loro non cambia nulla… a te si!

 

6 commenti su “Soci, tesserati, art. 148 TUIR… Sai che confondere le cose ti potrebbe costare caro?”

  1. La stragramde maggioranza di atleti non ha la minima voglia di diventare socio della asd, ne tanto meno partecipare alla vita sociale.
    Sono tesserati della federazione per il tramite della asd. Con le agevilazioni del caso in materia di corrispettivi specifici.
    Infatti possono partecipare di diritto alle assemblee fsn/eps/dsn.

    Se non vogliono partecipare alla vita associativa della asd ma solo allenarsi o far parte della squadra/gruppo sportivo agonistico e non, nessuno puo obbligarli a far richiesta per diventare socio.

    Mi citate una normativa che recita diversamente?

    • E’ la normativa, giurisprudenza, dottrina, ratio alla base dell’associazionismo a dire ciò.
      Liberi di non condividere la nostra interpretazione.

      Differenza ci può essere, se la federazione lo prevede, per quegli atleti che entrano a far parte della squadra sportiva.

  2. Buongiorno e complimenti per il vostro lavoro. Ecco il mio dubbio: per una ASD che organizza corsi di pallacanestro per bambini/e e ragazzi/e, è corretto associare solo il bambino/ragazzo e non i genitori, anche se essendo minorenni non hanno diritto di voto? (Ovviamente se il genitore lo richiede viene associato normalmente). Può essere contestato il principio di democraticità avendo ad esempio 10 soci maggiorenni (e quindi con diritto di voto) e 50 minorenni? Grazie

    • La procedura è corretta. Nel caso di forte presenza di soci minorenni si potrebbe istituire un comitato senza poteri decisionali composto dai genitori.
      La democraticità non è compromessa, anche se agli occhi dei controllori potrebbe apparire sbilanciata.

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